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Body Positive: il ruolo di Instagram sull’immigine corporea

Body Positive: il ruolo di Instagram sull’immigine corporea

Ultimamente sui social network si parla del movimento del Body Positive per “normalizzare” l’immagine della donna sui media e combattere quello stereotipo eccessivo di magrezza.

Ma che cos’è il body positive e in che modo può diventare un modello positivo per le ragazze e le donne di oggi?

Può aiutarci davvero a farci sentire più belle e meno inadeguate?

Cercherò di rispondere a queste domande perché è una questione che mi sta molto a cuore come psicoterapeuta e donna.

Cercherò di rispondere alle donne che non accettano il proprio corpo.

A tutte quelle donne e che non si sentono mai all’altezza a causa dello standard di bellezza  proposto dai media attraverso i post belli e patinati di Instagram.

Ci tengo a precisare che non voglio fare una condanna contro i social network ma sento il bisogno di riflettere a voce alta con voi su un tema tanto delicato che spesso nasconde una profonda sofferenza.

Tutto è partito dall’ultimo post di @zuccaviolina in cui rifletteva sull’ultima tendenza  di Instagram  in cui le immagini spontanee sarebbero di gran lunga preferite rispetto alle foto costruite, perfette e senza difetti.

“Le immagini belle, da sole, forse non servono a nulla” – scrive Zuccaviolina “Ma se noi le usiamo per far arrivare il nostro messaggio al mondo, quale che sia, allora ben vengano i flatlay ordinati e i paesaggi dai toni pastello”.

Le foto servono per comunicare, confrontarsi, riflettere.

Le Foto trasmettono un messaggio e possono diventare fonte di ispirazione e conforto per molte donne, come nel caso dell’ hashtag #bodypotive.

Body Positive

Body Positive: oltre all’hashtag c’è di più…

Il Body Positive è un movimento nato alla fine degli anni 60 grazie alla National Association to Advance Fat Acceptance (NAAFA), che intende promuove l’accettazione profonda del proprio corpo a prescindere dalla forma e dal peso sulla bilancia.

Il movimento sociale Body Positive vuole diffondere l’idea che tutte le persone dovrebbero avere un immagine positiva del proprio corpo.

Ogni tipo di corpo merita valore, rispetto e dignità.

L’obiettivo è quello di combattere lo standard irrealistico di bellezza promosso dalla società odierna che ci viene proposto ogni giorno dai mass media.

Il Body Positive non è solo un hashtag per le donne curvy ma è per tutte le donne che voglio sentirsi libere dagli stereotipi sociali.

Body positive è per le donne che vogliono amare se stesse e il loro corpo.

Questo movimento sociale ha scopi ben più nobili che quelli di un pugno di like, ovvero:

  • incoraggia le donne ad accettarsi, ad amarsi 
  • promuove i sentimenti di rispetto e di dignità.
  • favorisce l’inclusione sociale e di genere

Body Positive

Immagine del corpo: quanto è influenzata dai mass media?

Peter Slade (1988)  definisce l’immagine corporea come  l’immagine che abbiamo nella nostra mente della forma, delle dimensioni e dei sentimenti verso tutte le parti del nostro corpo.

L’immagine del corpo è l’insieme di componenti psicologiche, percettive, emotive e sociali, ovvero:

  • percettiva: come vedi la taglia e la forma del tuo corpo
  • attitudinale: cosa pensi e conosci sul sul tuo corpo
  • affettiva: i sentimenti che provi verso il tuo corpo

Il corpo non lo vediamo solo attraverso i nostri occhi ma anche attraverso lo sguardo esterno, generando l’eterno confronto tra ciò che vediamo e che realmente siamo.

Una delle cause di un disturbo alimentare è  l’immagine della donna proposta dalla società.

Secondo una ricerca  della American Psychological Association (2016)  le donne sono maggiormente più insoddisfatte dell’aspetto del proprio corpo e corrono il rischio di sviluppare un disturbo alimentare come l’anoressia, bulimia o binge eating.

Il legame tra modelli sociali e disturbi alimentari è ormai noto da anni.

Molte ragazze, a causa dell’eccessiva pressione sociale sulle forme corporee,  iniziano a sviluppare una scarsa autostima, ansia e frustrazione.

Il movimento del Body Positive nasce proprio per dare un supporto a queste donne e aiutarle a comprendere il loro valore al di là dell’aspetto fisico.

Non a caso molti Brand hanno aderito a questo messaggio per sostenere l’empowerment femminile e l’accettazione del proprio corpo.

Il ruolo di Instagram per promuovere messaggi positivi.

I social media come Instagram svolgono un ruolo importante nel trasmettere messaggi attraverso immagini e parole.

Attraverso le parole possiamo ispirare, raccontare la nostra storia ma anche ferire, umiliare chi ci sta leggendo.

Questi messaggi  possono avere risvolti negativi come nei casi di  cyberbullismo.

Mi riferisco alla pratica di #bodyshaming che consiste nel umiliare una persona con insulti verso il suo aspetto fisico.

Le ragazze curvy sono le più soggette a questo tipo di commenti da parte degli haters e vivono costantemente nel timore di essere giudicate e criticate dagli altri.

I Social Media però non sono il male assoluto! Attraverso l’hashtag #bodypositive puoi scoprire profili femminili che si raccontano per quello che sono, raccontando le lo sfide, le loro difficoltà.

Leggendo profili come @loryhealtycurvy  o @beautyandcurvy potrai lasciarti ispirare dal loro coraggio di raccontarsi senza vergogna ma con un grande senso del rispetto per se stesse e per il prossimo.

Questi due bellissimi esempi di donne, e molte altre ancora, ci insegnano ad amarci, a perdonare i nostri errori.

Insegnano che possiamo sempre rialzarci se cadiamo.

Insegnano che tutti noi abbiamo meritiamo amore e rispetto al di là della forma del nostro corpo.

E se per trasmettere questo messaggio serve una bella foto su Instragam per attirare l’attenzione, allora sono dalla parte di Zuccaviolina.

Evviva le foto pastellose, petalose e profumose per far riflettere e promuovere un cambiamento dal basso vero e sincero.

 

 

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Lezioni di felicità con la Hygge

Lezioni di felicità con la Hygge

Hygge  non è  solo una parola danese ma anche uno stile di vita che ci aiuta ad apprezzare le piccole cose della vita quotidiana.

Se mi segui su Intagram, sai che da un po’ di tempo sto utilizzando l’hashtag #hoquestacosaconlafelicità per diffondere la gratitudine per tutto ciò che mi sta stare bene, per tutto quello che mi scalda il cuore! Quindi quando in libreria mi sono imbattuta nel libro “Hygge la via danese alla felicità”, una forza attrattiva mi ha spinto a comprarlo.

La ricerca della felicità non è una meta impossibile,  basta saper apprezzare le piccole gioie quotidiane anche quando pensiamo di non aver nulla di bello intorno a noi!

A questo punto ti starai chiedendo qual è il nesso tra il metodo danese e la felicità e soprattutto come tutto questo possa aiutarti a vivere serenamente.

Hygge : che cos’è?

Hygge  è un modo di essere, che ci fa sentire sicuri e protetti; è un esperienza individuale in connessione con gli altri e con l’ambiente che ci circonda che promuove un forte senso di pienezza e appagamento.

Il concetto che sta dietro all’esperienza dell’Hygge, è il concetto di casa o di rifugio, vissuto con piena di consapevolezza nel qui ed ora. Questa è una sensazione che conosci perché se ti fermi a pesare un attimo è una sensazione che provi ogni giorno.

Hygge è il tuo posto al sicuro in cui ti senti a tuo agio. Hygge è l’insieme degli oggetti, luoghi e abitudini che ti regalano un forte senso di comfort e benessere.

Il metodo danese per la felicità però non è solo una pratica individuale, volta a coltivare il proprio piacere in solitudine. Ci  sentiamo completi quando il nostro benessere è in connessione con quello degli altri e con l’ambiante che ci circonda.

La profonda consapevolezza di questa  connessione aumenta la nostra empatia e la nostra capacità di stare in sintonia con l’ambiente.

La nostra mente sviluppa nuove sane abitudini, preziose per il nostro benessere:

  • un senso di protezione e di calore;
  • un atteggiamento di curiosità e meraviglia;
  • la capacità di stare assieme agli altri.

I 3 punti fondamentali

Gli elementi che caratterizzano l’esperienza hygge, sono tre:

  1. Interiorità
  2. Contrasto
  3. Atmosfera

Interiorità

L’interiorità è un concetto complesso con mille sfaccettature ma che può essere definito dall’equilibrio tra spazio interno ed esterno.  Nel momento in cui diventiamo consapevoli che il nostro spazio esiste in relazione agli altri, diventiamo consapevoli dei confini nostro rifugio.

Contrasto

Il contrasto si fonda sull’elemento del dentro-fuori della nostra intimità. Impariamo a stare nel presente con la consapevolezza di ciò che accade fuori e dentro di noi.

Per alcuni versi questo aspetto mi ricorda molto la pratica della mindfulness, ovvero quella presenza mentale rivolta verso il mondo interno ma che è strettamente collegata con il mondo esterno.

Atmosfera

Per poter raggiungere questo senso profonde dell’essere, è necessario costruire un ambiente armonioso intorno a noi. Un ambiente in cui possiamo percepire costante quel senso di calore, protezione e appartenenza.

Hygge: in pratica

Praticare l’Hygge è molto semplice e forse quando leggerai questa lista di cose da fare, ti renderai conto che alcune cose fanno già parte del tuo quotidiano!

To-list della Hygge

  1. atmosfera
  2. presenza
  3. piacere
  4. parità
  5. gratitudine
  6. armonia
  7. comfort
  8. tregua
  9. condivisione
  10. riparo

hygge

La prima cosa che dobbiamo fare per sentirci bene, è creare l’atmosfera giusta. Può essere un angolino di casa, come ad esempio quella poltrona su cui ti rilassi mentre bevi un tè e leggi un buon libro, con la luce suffusa data dalle candele o dalla lampada.

L’atmosfera giusta è tutte quelle situazioni in cui ci sentiamo al riparo, tutte quelle situazioni di comfort  in cui ci sentiamo rilassarti e comodi.

Potrai vivere il tuo momento hygge ogni volta che vivi una  presenza  densa, in cui ti sentiti libera di vivere la tua intimità mentre osservi tutto ciò che accade fuori e dentro di te, lasciando andare giudizi, paure, lamentele.

È solo quando ci sentiamo interconnessi con noi stessi e con il mondo che possiamo davvero godere appieno dei piccoli piaceri della vita senza sentirci sovrastati dai sensi di colpa! Per questo uno degli elementi della hygge è saper provare piacere per tutte quelle cose che colorano le nostre giornate dal caffè condiviso con un’amica al tepore della coperta che ci avvolge a fine giornata.

Presenza è anche saper ascoltare e dialogare con chi è di fronte a noi, mettendo da parte gli egocentrismi per lasciare spazio all’empatia; impariamo a rispettare il punto di vista altrui e ad evitare inutili discussioni che non fanno altro che inquinare i rapporti.

Questo modo di vivere, ti permetterà di coltivare una gratitudine vera e profonda per tutto quello che ti accade, in perfetta armonia con l’ambiente circostante.

 

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Detox Mindful: rigenera la mente per ritrovare il peso forma!

Detox Mindful: rigenera la mente per ritrovare il peso forma!

Le feste sono appena terminate ed ecco che spuntano mille e uno consigli per disintossicare il corpo con la dieta Detox, ma oltre al corpo devi purificare la mente da tutti i pensieri negativi per non cadere nel solito tranello ed abbondare il tuo percorso!

Ogni nuovo anno è percepito come un nuovo inizio ed ecco che nella tua mente spunta la mitica vocina “ da domani mi metto a dieta!”

La motivazione è a palla, ti senti carica di energie, ti sei iscritta persino in palestra! Proprio tu che ami stare sul divano!

“Ti sembra un film già visto, vero? “

Ed è proprio così, perché ogni anno si ripete sempre la stessa storia solo che poi i tuoi buoni propositi rimangono sulla carta e a te non rimane altro che la convinzione che non riuscirai mai a ritrovare il tuo peso forma!

La soluzione a questo problema è la Mindful Eating, ovvero un percorso di alimentazione consapevole che ti permette di ritrovare un nuovo equilibrio tra te, il tuo corpo e il cibo!

Mindful Eating: ascolta il respiro e osserva i pensieri

La mindful eating è una pratica di consapevolezza che ti permette di metterti in contatto con la saggezza interna del tuo corpo.

Non strabuzzare gli occhi è molto più semplice di quello che pensi!

Una pratica di Mindful Eating consiste nel ascoltare il proprio respiro, proprio come un  esercizio di rilassamento o una pratica di meditazione buddista.

Tutto quello che ti occorre è un posto tranquillo, il divano o la poltrona di casa tua!

Pratica del respiro

La pratica del respiro, è il primo passo da compiere per:

  • mettersi in contatto con il proprio corpo
  • osservare e non giudicare i tuoi pensieri

Segui queste istruzioni:

  1. mettiti in una posizione comoda seduta e dignitosa
  2. inizia a focalizzare la tua attenzione sui punti di contatto del tuo corpo
  3. ora porta la tua attenzione al tuo respiro
  4. Inspira ed espira lentamente
  5.  se la mente si ditrae, congratulati con te stessa per essertene accora e riporta l’attenzione del respiro

Questo esercizio lo puoi fare per 5, 10, 20 minuti e puoi impostare un timer come l’app Mindbell, con il suo della campana tibetana.

La pratica del respiro è il nostro punto di partenza per iniziare a fare il nostro percorso di Detox Mindful!

detox-mindful-pratica-respiro

Detox Mindful: che cos’è?

Il Detox Mindful è una sorta di dieta di disintossicazione da tutti quei pensieri negativi che non fanno altro che alimentare il nostro senso di frustrazione!

Mantenere l’energia e la motivazione come il primo giorno di dieta, è davvero difficile se non si definiscono obiettivi concreti e raggiungibili. Inoltre, spesso oltre ai chili di troppo portiamo con noi anche i nostri pesi emotivi che assumo le sembianze del voci negative … ovvero i giudizi negativi!!

Pensieri Negativi e Dieta

Le persone che soffrono di sovrappeso o di fame nervosa, hanno in comune la tendenza essere ipercritici verso se stessi, giudicandosi  in maniera troppo severa.

Quante volte, hai descritto te stessa con una di queste frasi?

  • sono grassa
  • sono golosa
  • non riuscirò mai a seguire una dieta
  • alla fine riprenderò tutti i chili persi
  • sono pigra
  • non posso rinunciare ai dolci
  • e chi più ne ha più ne metta1

Queste frasi sono la causa principale che ti impedisce di seguire un alimentazione sana e consapevole, senza dover fare rinunce e vivere questo percorso con un senso di frustrazione di sottofondo.

Detox Mindful

Detox Minful: primi passi

Se stai per iniziare o hai già iniziato un percorso di alimentazione sana e consapevole, allora il mio programma di Detox Mindful fa per te!

Il programma Detox Mindful ha lo scopo principale di consolidare la tua motivazione nel ritrovare il pese forma, attraverso piccoli passi.

Il Patto Mindful

La prima cosa che dovrai fare è fare un Patto Mindful, ovvero una dichiarazione di intenti con te stessa per definire meglio i tuoi obiettivi: generale, di alimentazione, di consapevolezza e di movimento!

Gli obbiettivi devo essere semplici e realistici:

Ad esempio:

Obiettivo Benessere: voglio perdere una taglia, voglio tonificare il mio corpo, voglio allenarmi tutti i giorni

Alimentazione: mangiare più frutta e verdura, diminuire il consumo di zuccheri

Consapevolezza: praticare gli esercizi mindfulness una volta al giorno per 10 minuti, prestare attenzione al sapore del cibo, masticare lentamente

Movimento e sport: camminare per al meno 30 minuti al giorno, andare in palestra 2 volte a settimana

Come vedi gli obiettivi sono semplici e li puoi adattare ai tuoi bisogni!

Detox dei pensieri negativi

Un altra cosa che dovrai fare è trasformare le tue voci negative in positive.

Fai la pratica del respiro e osserva i tuoi pensieri in relazione al cibo, poi scrivi su un foglio di carta i tuoi pensieri ed osserva la lista, poi trasforma quei pensieri in frasi positive

Ad esempio:

  • “sono golosa” diventa “mi piace mangiare cibi buoni”
  • “non sono constante” diventa ” posso raggiungere i miei obiettivi

Ci sono diversi modi per sconfiggere il pensiero negativo e allenarsi lente a pensare positivo, nel mio blog trovi alcuni esempi come il Barattolo della Felicità oppure gli esercizi per sconfiggere la depressione.


 

 

Vuoi provare la pratica della mindful eating? Partecipa al corso di Mindful Eating – 8 settimane,  per imparare a mangiare in consapevolezza!

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Depressione: che cos’è e come curarla

Depressione: che cos’è e come curarla

La depressione è una malattia che colpisce  circa il 15% della popolazione ma non sempre i sintomi che la caratterizzano sono percepiti da chi ne soffre come campanelli d’allarme di un disagio più profondo. In questo articolo voglio aiutarti a capire che cos’è il disturbo depressivo maggiore e cosa fare per poterlo curare.

Tutti noi abbiamo attraversato periodi della nostra vita in qui sembra che sia stata elaborata una congiura contro di noi. Ti sarà capitato di sentirti triste, arrabbiato o semplicemente stanco di fare anche le cose più banali; quando questo periodo di protrae per settimane e a volte alche per mesi, senza poter vedere la luce in fondo al tunnel, allora si parla di depressione.

Depressione: che cos’è?

La depressione è un disturbo psicologico che può comparire a seguito di eventi stressanti come ad esempio la perdita del lavoro, la fine di una relazione importante, un lutto.

La nostra mente quando viviamo queste situazioni di forte stress emotivo reagisce per cercare di trovare una soluzione al problema che ci affligge; a volte però non riusciamo a mettere in atto queste strategie perché non riusciamo ad attivare le nostre risorse mentali per far fronte allo stress.

depressione cause

Sintomi Fisici e Mentali

Chi soffre di depressione  prova un senso generale di malessere interiore che gli fa perdere interesse per quasi tutte le attività della vita come se non avesse più le forze e le energie sufficienti a fare ciò che faceva prima.

La persona depressa non è una persona triste o pessimista ma porta con sé un grande peso sul proprio cuore, una ferita psicologica che ha bisogno di essere curata.

La depressione  è caratterizzata da una serie di sintomi fisici e mentali che producono un cambiamento nell’attività dell’individuo:

  • umore depresso con una sensazione di tristezza e di vuoto interiore,
  • perdita di piacere o interesse per quasi tutte le attività giornaliere,
  • perdita o aumento di peso,
  • insonnia o desiderio di  voler dormire (ipersonnia),
  • stanchezza e mancanza di energie.
  • senso di colpa e rimorso.

Spesso le persone depresse non riescono a concentrarsi, non riescono a prendere decisioni perché la mente non riesce ad utilizzare le proprie risorse a causa di una bassa autostima.

depressione sintomi

Le cause della depressione

La depressione non compare dall’oggi al domani senza un motivo ben preciso ma quasi sempre è causata da eventi scatenanti che portano cambiamenti significativi nella nostra via, come ad esempio:

  • la perdita del lavoro,
  • lutti,
  • violenze,
  • separazione o divorzio.

Quando la nostra mente non riesce a mettere in atto strategie per far fronte allo stress che deriva da questo tipo di situazioni, ci sentiamo infelici, vuoti, pensiamo che non siamo capaci a far nulla, che non meritiamo nulla di buona nella nostra vita… in altre parole, fanno capolino i pensieri negativi che hanno l’unico scopo di confermare una falsa immagine di noi stessi.

Una della cause più comuni della depressione è la bassa autostima che attiva pensieri giudicanti verso noi stessi e verso gli altri; spesso ci sentiamo rabbiosi e rancorosi verso il mondo che ci circonda.

Depressione: come curarla?

Curare la depressione è possibile grazie alla psicoterapia che ha lo scopo di aiutarti a trovare risorse e strategie mentali per superare questo momento di sofferenza interiore e poter riprendere in mano la tua vita.

Grazie all’aiuto di uno psicologo potrai scoprire le cause del tuo disagio e sviluppare un maggior senso di sicurezza, migliorare il tono dell’umore, imparare a gestire le difficoltà quotidiane, ed infine imparare ad amarti e a predenti cura di te e delle tue parti fragili.

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Se stai attraversando un momento di difficoltà o pensi che una persona a te cara abbia bisogno di aiuto, contattami per  vedere come possiamo affrontare assieme il tuo problema.




 

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Pensa Positivo e sconfiggi la fame nervosa!

Pensa Positivo e sconfiggi la fame nervosa!

La fame nervosa e i pensieri negativi creano un circolo vizioso che si auto alimenta! In questo articolo voglio svelarti il segreto per sconfiggere gli attacchi di fame e liberare la mente dai giudizi negativi!

Sembra che il Pensiero Positivo sia diventato una specie di tormentone estivo. Hai presente quella canzone che d’estate ascolti dovunque, che non sopporti ma che ti ritrovi a canticchiare sotto la doccia?

Ecco, Il Think Positive (pensiero positivo) è diventato proprio quella Hit!

Appena spunta fuori un articolo che promette di svelarti il segreto per una vita felice nella sezione Notizie di Facebook, il tuo primo pensiero è: “che pizza! Ancora questa storia del vivere felici” mentre il tuo dito ha già cliccato per aprire quel link come se dovessi aprire il forziere del pirata Barbarossa e scoprire tutti i suoi tesori.

Siamo letteralmente sommersi da slogan che ti ripetono “Sii felice”, “mangia sano” “pratica sport” che non fanno altro che alimentare le nostre angosce e il nostro senso di frustrazione.

Fame nervosa e pensiero positivo

Ho sempre guardato con una certa distanza questi mantra del web, perché non riuscivo a sentirli nelle mie corde, qualcosa stonava nella mie mente fino a quando ho trovato dentro di me la risposte alla fatidica domanda:

“Come fanno gli ottimisti inguaribili a essere sempre felici?”

Semplice: nutrono la loro mente con parole positive e non si lasciano influenzare dagli eventi negativi.

Parliamo chiaro: la vita è dura e a volte l’equilibro perfetto tra vita privata e lavoro ci scivola via come una saponetta sotto la doccia.

Queste solo le regole del gioco chiamato vita. Ci sono momenti in cui tutto va a gonfie vele e altri in cui navighiamo a vista.

Per poter tenere sotto controllo ansia e frustrazione, tutto quello che devi fare è buttare via i pensieri spazzatura e portare con te solo immagini e ricordi positivi.

Il pensiero spazzatura è un coro di voci negative che si nutrono di notizie drammatiche, di lamentele producendo stress e ansia.

Il modo più semplice per fermare questo flusso di negatività è quello di rifugiarci nel cibo.

La fame nervosa è la risposta immediata all’ansia; in passato quando vivevo situazioni di stress inserivo il mio pilota automatico:

fame nervosa

Nutrivo il mio corpo con il cibo spazzatura e, di conseguenza, nutrivo la mia mente con il pensiero spazzatura.

Usa il Pensiero Positivo per curare la Fame nervosa

Nel momento in cui ho iniziato a prestare ascolto alla fame del cuore, sono giunta alla consapevolezza che la fame nervosa si alimenta con:

  • i nostri bisogni non soddisfatti,
  • le nostre ansie,
  • le nostre paure,
  • i nostri giudizi negativi.

Per poter disinserire il pilota automatico dei pensieri spazzatura, basta solo ricorre a un trucchetto: sostituire le parole negative in parole positive!

“sono inadeguata”     “sono capace”

“nessuno mi ama”      “merito amore”

fame-nervosa torta cioccolato

Barattolo della Felicità: un rimedio contro gli attacchi di Fame

Tutto quello che dovrai fare è prendere dalla tua dispensa un bel Barattolo e ogni giorno riempirlo con:

  • Parole di incoraggiamento
  • Messaggi d’amore
  • Complimenti
  • Piccoli miracoli quotidiani

Nello stesso modo in cui ho sostituito il cibo spazzatura con il cibo sano, ho sostituito i pensieri spazzatura con parole felici.

I pensieri felici sono diventano cibo sano per la tua mente e lasciare fuori e tutta la spazzatura che arriva dall’esterno:

  • le lamentale di Mariuccia che non sopporta più marito e figli,
  • l’ennesima tragedia dei fatti di cronaca,
  • il tiro mancino di un collega di lavoro,
  • e chi più ne ha più ne metta.

Questo è il segreto per dire addio alla fame nervosa e smettere di usare il cibo con rifugio dai problemi della vita: Nutrire la mente con pensieri positivi ed essere grati di quello che si possiede.

Non importa se non hai una casa alla Maldive o un conto in banca di un milionario, per essere felice basta una parola gentile, una telefonata alla tua amica del cuore, una auto-pacca-sulla-spalla per un lavoro ben fatto.

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Pensieri Negativi: come eliminarli con i quattro accordi di Don Miguel Ruiz

Pensieri Negativi: come eliminarli con i quattro accordi di Don Miguel Ruiz

I pensieri negativi spesso sono delle vere e proprie ossessioni che possono rovinarti una splendida giornata! Scopri come eliminarli grazie a Don Miguel Ruiz e i suoi quattro accordi.

I quattro accordi sono un libro di saggezza tolteca che offre spunti molto interessanti per imparare a vivere in armonia, smettendo di preoccuparsi del giudizio degli altri.

So che ti starai chiedendo: “Che cosa c’entra la saggezza tolteca con la psicologia?”

Don Miguel Ruiz è maestro della scuola misterica tolteca in Messico, guida le persone a entrare in contatto con la propria coscienza attraverso gli insegnamenti degli antichi saggi.

Tutti noi siamo spinti dal desiderio di conoscerci meglio e di prendere consapevolezza dello nostre parti fragili; per questo motivo, il libro I Quattro Accordi è un’occasione profonda di crescita personale.

Pensieri Negativi: cosa sono

Viviamo in una società in cui siamo sempre preoccupati per ciò che verrà domani, pensiamo costantemente al passato ma non prestiamo attenzione al presente.

Siamo sempre di corsa, cerchiamo nuovi stimoli, nuove cose da imparare ma dimentichiamo di fermarci anche solo per un attimo a guardare il paesaggio intorno a noi!

Questa modalità di agire, contribuisce alla nascita di pensieri negativi ossessivi perché siamo dominati dalle nostre paure.

Il pensiero è fatto di immagini, ovvero è la somma dei ricordi, esperienze, emozioni, conoscenze che hai archiviato nel tuo data-base: il cervello!

I pensieri negativi ricorrenti, sono una delle caratteristiche principali dell’ansia: sono la tua voce interna che ti giudica e che non ti fa mai sentire capace! I pensieri negativi si trasformano in giudizi negativi di te, contribuendo a farti sentire in colpa e ad abbassare la tua autostima!

I Quattro Accordi: il libro

Nel libro I Quattro Accordi, Don Miguel Ruiz ci svela un importante verità: viviamo in un modo ovattato, costruito su false credenze che hanno contribuito a creare un’immagine di noi stessi basata sul giudizio e sulle parole degli altri.

Attraverso la lettura di questo libro, puoi imparare a:

  • lasciare andare le opinioni negative su di te;
  • entrare in contatto con le tue emozioni;
  • vivere in armonia con le persone che ti stanno accanto;
  • accettare i tuoi difetti.

I quattro accordi: quali sono

A questo punto, vorrai sapere quali sono i quattro accordi e come applicarli nel tuo percorso di crescita personale!

  1. Sii impeccabile con la parola

  2. Non prendere nulla in modo personale

  3. Non supporre nulla

  4. Fai sempre del tuo meglio

Come vedi, sono molto semplici e immediati. Vediamo ora come poterli applicare per poter controllare i pensieri negativi.

pensieri negativi come eliminarli

Pensieri negativi: come eliminarli

Nel libro, Don Miguel Ruiz ti spiega come sradicare quelle false credenze con cui sei cresciuto prestando attenzione a piccole cose come le parole che usi o le reazioni a ciò che gli altri ti dicono. Questi insegnamenti toltechi, sono molto vicini ad alcuni concetti della psicologia positiva e possono diventare uno strumento molto utile nell’aiutarti a sconfiggere l’ansia e lo stress a cui sei sottoposto ogni giorno ovvero a fare un patto d’amore che fai con te stesso!

Primo Accordo: Sii impeccabile con la parola

Le parole possono creare, hanno il potere di comunicare ed esprimere i pensieri ma quando sono usate male possono ferire e a farti allontanare dalle persone. Essere impeccabile con la parola significa essere consapevoli del proprio mondo emotivo: una frase detta male in momento di rabbia, può creare conflitti con chi ci sta accanto.

La prima cosa che dovrai fare è prendere consapevolezza delle tue emozioni: ovvero riconoscere che quella rabbia o quella paura sono la voce di un bisogno taciuto.

Secondo Accordo: Non prendere nulla in modo personale

Ogni critica, anche quella più costruttiva, diventa un attacco alla tua persona! Spesso si ha la percezione di essere la causa degli eventi che circondano. Questo è il senso di colpa, con cui sei cresciuto. Quando qualcuno ti insulta, ricorda che quel giudizio negativo non ha nulla a che vedere con il tuo valore come persona.

Prendi una sana distanza dalle parole giudicanti degli altri, non lasciare che quei giudizi diventino il metro di misura delle tue capacità.

Terzo Accordo: Non supporre nulla

Quante volte hai dato per scontato che la tua migliora amica o tuo marito fossero in collera con te? Quante volte queste supposizioni hanno portato uno scontro basato su fraintendimento? Siamo abituati ad attribuire agli altri pensieri e emozioni, queste opinioni le prendiamo per vere, diventano giudizi insindacabili: si trasformano in pensieri negativi che non ti abbandonano ma che ti fanno compagnia per il resto della giornata.

Supporre alimenta incomprensioni, per evitare di sprecare il tuo tempo a discutere di cose che non hanno importanza, impara ad esprimere a chi ti sta accanto le tue necessità; ascolta quello che gli altri hanno da dirti senza essere prevenuta sulla  loro risposta.

Quarto Accordo: Fai sempre del tuo meglio

È arrivato il momento di accettare che non sei perfetta! Fare del proprio meglio significa dire basta ai sensi di colpa. Basta preoccupazioni. Smettila di dare retta a quella vocina interna che ti dice che sbagli sempre tutto. Accetta quello che sei, amando i tuoi difetti!

Nel momento in cui smetti di giudicarti, inizi ad apprezzare il valore delle cose fai. Presta attenzione al momento presente, al piacere di fare le piccole azioni quotidiane. Vivere in consapevolezza significa saper lasciare andare tutte quelle convinzioni negative che ti legano al passato e che proiettano la tua mente verso problemi futuri.

In conclusione, i Quattro Accordi sono un libro che ti aiutano a intraprendere un cammino di crescita entrando in contatto con te stessa, abbandonano vecchie convinzioni e vecchie regole.

Sono curiosa, hai letto il libro? Oltre a questi accordi, aggiungeresti altro?

 

 

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Senso di Colpa: cos’è e come superarlo

Senso di Colpa: cos’è e come superarlo

Hai presente quella sensazione fastidiosa di avere un peso sul petto? Questo è il senso di colpa ovvero il rimorso per avere fatto qualcosa di sbagliato. Capita a tutti di commettere degli errori eppure quando sei tu a sbagliare la tua mente continua a pensare a quello che è stato fatto.

Chi soffre d’ansia  come te, ha la tendenza a dubitare delle proprie azioni per paura di fare la scelta sbagliata oppure di deludere i propri cari. In questo articolo voglio spiegarti al relazione tra senso di colpa e autostima e come fare per uscire da questo circolo vizioso che ti impedisce di vivere in armonia con il presente.

Senso di colpa: che cos’è?

Il senso di colpa è un emozione complessa che racchiude dentro di sé altre emozioni più semplici come la rabbia, la paura e la tristezza. Puoi sentirti in colpa per i motivi più svariati: dall’aver commesso un errore sul lavoro all’aver rifiutato l’invito di una cara amica.

Il senso di colpa ha una due funzioni:

  • funzione sociale;
  • funzione psicologica.

Ogni società ha delle regole che devono essere rispettate da tutti per una convivenza tra gli individui. In questo caso, il senso di colpa assume la forma di responsabilità civile nei diversi contesti sociali; ad esempio, al lavoro svolgi i tuoi compiti per senso del dovere e per rispetto nei confronti dei miei colleghi. La funzione sociale del senso di colpa è quella di seguire un codice morale per poter far rispettare le regole sociali.

Il senso di colpa però segue anche un codice morale interno, fatto di regole e valori personali:

  • Ti fa percepire un disagio interno quando pensi di aver infranto una delle tue regole;
  • La rabbia, la tristezza e la frustrazione non riescono a trovare il giusto modo per esprimersi;
  • Vivi con la paura di sbagliare e di ferire gli altri;
  • Pensi di essere la causa della rabbia degli altri;
  • Sei sempre in balia del giudizio altrui!

Senso di Colpa e Ansia

Senso di colpa e Ansia spesso vanno a braccetto! Pensare di essere sempre la causa di ciò che non va, alimenta i pensieri negativi su di te! L’ansia si nutre di queste pensieri perché non riesci a esprimere le tue emozioni mettendo a tacere i tuoi bisogni per paura di non essere all’altezza della situazione.

L’ansia è la conseguenza di un conflitto interno tra il tuo codice di regole e i tuoi bisogni. Chi soffre d’ansia ha spesso la tendenza a soddisfare prima i bisogni degli altri mettendo da parte le proprie necessità; nella tua mente fanno capolino pensieri ricorrenti legati alle azioni passate, pensi a quella frase che hai detto, a quell’errore che hai commesso, a cosa avresti potuto dire in quella situazione.

Questi pensieri contribuiscono ad alimentare le tue insicurezze, si trasformano un una voce interna giudicante che ti lega al passato, che ti fa preoccupare per il futuro, impedendoti di vivere il momento presente.

senso di colpa

Autostima e Senso di Colpa

I pensieri negativi dovuti al senso di colpa, ti portano a rincorre un ideale di perfezione che non raggiungerai mai! Il continuo dubitare delle proprie azioni assieme alla tendenza ad attribuire troppo importanza al giudizio dell’altro, ti porta a sviluppare una bassa autostima.

L’autostima è il valore che ti dai come persona ma se questo valore dipende solo da come gli altri ti giudicano, non riuscirai a prenderti il merito dei tuoi successi e godere delle cose belle che ti capitano ogni giorno perché la voce della tua coscienza ti dice che non sei abbastanza brava, non meriti di essere amata.

Per questo motivo le persone con una bassa autostima sono più vulnerabili all’ansia!

Come sconfiggere i sensi di colpa

Per poter uscire dal circolo vizioso ansia e senso di colpa, tutto quello che dovrai fare è perdonare i tuoi errori.

Mettiti l’anima in pace! Tutti sbagliano e nessuno è perfetto. Sono proprio i tuoi difetti che ti rendono speciale. Nella vita di ogni giorno cerca di iniziare a vedere le cose belle che ti sono capitate per iniziare a mettere a tacere quella maledetta vocina criticona che ti fa sentire sempre in colpa!

Per poter iniziare a liberarti dal senso di colpa una volta per tutte, inizia ad prenderti cura di te e ad ascoltare i tuoi bisogni; prova a seguire queste semplici regole:

  • Impara dire di “No”: dire sempre di “Si” non ti farà vincere una medaglia!
  • Pratica la Gratitudine: usa il barattolo della gratitudine per riempire la mente di pensieri positivi!
  • Prenditi i tuoi spazi: ogni giorno dedica 15 minuti ad una’attività che ti piace.
  • Ascolta le tue emozioni negative: non mettere a tacere al rabbia o la tristezza ma prendile come occasione di crescita.
  • Perdona i tuoi errori: ogni volta che sbagli pensa che puoi  sempre riparare al danno al posto di piangere sul latte versato!

In conclusione, è inevitabile sbagliare come è inevitabile il senso di colpa, tutto quello che puoi fare è imparare ad essere consapevole delle tue capacità;  ad amare i tuoi difetti fanno per dire addio per sempre all’ideale di perfezione e sconfiggere i sensi di colpa!

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Ansia: scopri come gestirla

Ansia: scopri come gestirla

L’ ansia è un insieme di sintomi caratterizzata da una sensazione sgradevole allo stomaco, il cuore galoppa sempre più velocemente come se avessimo corso la maratona di New York!

L’ansia è uno stato d’animo che svolge un compito molto importante per la mente: avvertirci che c’è qualcosa che non va.

È il nostro google alert che si attiva quando avvertiamo una sorta di pericolo.

Perché ci viene l’ansia?

L’ insieme di sensazioni fisiche e psicologiche che si attivano in risposta ad uno stimo o evento scatenate, sono chiamate ansia.

Questo tipo di risposta è automatica e si attiva proprio come quando i nostri antenati percepivano una minaccia esterna e agivano di conseguenza: scappare dalla belva feroce o attaccarla!

La scelta dell’azione è in risposta ad un bisogno interno che viene attivato da uno stimolo esterno.

Anche nella società di oggi devi compiere tutti i giorni una scelta per soddisfare le tue necessità fisiche, psicologiche e sociali.

Non sempre però ciò che desideri può essere soddisfatto nel momento esatto in cui percepisci quel bisogno e di conseguenza hai imparato a mandare giù dei grossi rospi.

Siamo quindi abituati a mettere a tacere i nostri bisogni che spesso non possono essere espressi!

Le cause dell’ansia

L’ansia è quel bisogno a cui hai impedito di esprimersi. E’ rimasto sul fondo del tuo inconscio creando un malcontento generale che si esprime tramite i sintomi tipici del disturbo d’ansia.

Le cause dell’ansia sono molteplici e spesso si intrecciano l’una all’altra, formando una matassa ingarbugliata di pensieri e di emozioni che producono ulteriore stress!

Le cause più comuni dell’ansia sono:

  • pensare senza sosta al problema che ti affligge;
  • avere giudizi negativi su di te;
  • difficoltà nella gestione dello stress;
  • difficoltà a rimare connesso con il momento presente;
  • anticipare un problema che potrebbe accadere in futuro!

Ansia: come gestirla?

Gestire l’ansia è molto più semplice di quel che pensi!

Molte persone come te hanno vissuto un periodo di ansia e stress ma sono riusciti a superarlo attraverso un ascolto attivo dei loro bisogni emotivi con l’aiuto di uno psicologo.

Però che fare quando l’ansia prende il sopravvento?

Ci sono tanti modi per gestire l’ansia e lo stress, sia nell’immediato sia nel lungo periodo, questi sono gli psico-trucchi più efficaci!

#1 Rilassati o Medita

Attraverso le tecniche di rilassamento, lo yoga e la meditazione, aiuti la mente e il corpo a rilassarsi e a riportare il battito cardiaco alla normalità.

#2 Pratica la Gratitudine

Ringraziare per ciò che di bello ti è capitato nella settimana, ti aiuta a eliminare quei maledetti pensieri negativi che ti si affollano nella mente e a guardare il bicchiere mezzo pieno!

#3 Fai del movimento!

Ansie e stress producono elevati livelli di cortisolo, ma basta una mezzora di camminata all’aria aperta per produrre le endorfine ovvero l’ormone del buon umore!!

In conclusione, l’ansia è uno stato d’animo che ci avverte che c’è qualcosa che non va, non dobbiamo reprimerla ma imparare ad ascoltarla per dare voce ai quei bisogni emotivi non espressi.

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